Infrastrutture regionali

Torino-Lione al centro del dibattito in Consiglio regionale tra costi e scadenze

La Giunta risponde ai rilievi della minoranza sul cronoprogramma del tunnel ferroviario

Torino-Lione al centro del dibattito in Consiglio regionale tra costi e scadenze

Nella giornata di martedì 23 giugno 2026, l’infrastruttura ferroviaria Torino-Lione è tornata al centro del dibattito in Consiglio regionale attraverso un’interrogazione a risposta immediata. La consigliera Alice Ravinale (Avs) ha richiesto chiarimenti ufficiali sul futuro dell’opera in seguito alla conferenza intergovernativa Italia-Francia svoltasi il 17 giugno a Chambéry.

La rappresentante della minoranza ha richiamato le notizie diffuse dagli organi di stampa italiani e francesi, secondo cui sul versante transalpino si registrerebbero significativi ritardi nelle opere di collegamento al tunnel di base, con il rischio che alcune tratte vengano completate soltanto dopo il 2045. La firmataria dell’atto ha evidenziato l’aumento dei costi complessivi, le incertezze sui futuri finanziamenti dell’Unione Europea e le criticità segnalate dagli enti locali sul progetto Avigliana-Orbassano, domandando alla Giunta le ragioni per cui ritenga prioritario e urgente l’investimento.

La replica della Giunta sui finanziamenti europei e l’orizzonte 2033

A rispondere in Aula è stato l’assessore Gian Luca Vignale, il quale ha respinto la ricostruzione definendola fuorviante. Secondo la linea della Giunta, la conferenza di Chambéry ha invece confermato l’impegno congiunto di Italia, Francia e Unione Europea per completare il tunnel di base entro il 2033. L’esponente della Giunta ha ricordato che le istituzioni comunitarie continuano a garantire fino al 50% del finanziamento della sezione transfrontaliera e che non si è verificato alcun definanziamento del progetto.

Il titolare dell’assessorato ha contestato le stime riguardanti un incremento dei costi del 127%, sostenendo che il confronto economico corretto vada effettuato con il progetto definitivo del 2015, rispetto al quale lo scostamento risulterebbe inferiore al 30%. Relativamente ai ritardi sul fronte francese, è stato precisato che questi riguardano esclusivamente le linee di accesso nazionali e non il tunnel di base, i cui cantieri procederebbero secondo il cronoprogramma stabilito.

Gli stanziamenti per la tratta italiana e le opere compensative

L’amministratore regionale ha ribadito la rilevanza strategica della tratta Avigliana-Orbassano per il completamento degli accessi sul territorio italiano e ha ricordato l’istituzione di due Comitati di supporto destinati a coinvolgere gli enti locali e le comunità territoriali nelle diverse fasi della progettazione. A conferma dell’impegno governativo, è stato inoltre evidenziato lo stanziamento di 56,2 milioni di euro per il quadriennio 2026-2029 da destinare alle opere compensative della Valle di Susa.

Gli altri temi esaminati durante la seduta consiliare

Nel corso della medesima sessione assembleare sono state discusse ulteriori interrogazioni a risposta immediata relative a tematiche ambientali, industriali e sociali. Il consigliere Sergio Bartoli (Lista Cirio) ha affrontato le criticità del torrente Orco e della rete di irrigazione del Canavese, mentre il collega di assemblea Domenico Rossi (Pd) ha chiesto accertamenti sulla gestione della discarica di Maggiora e sulla presenza di manganese nelle acque sotterranee.

I consiglieri Valentina Cera (Avs) e Alberto Unia (M5s) hanno sollevato rispettivamente la questione dello stabilimento di Mirafiori e il tema della tutela della salute dei lavoratori nei cantieri edili in caso di ondate di calore. Infine, i rappresentanti politici Sarah Disabato, Gianna Pentenero e Mauro Calderoni (M5s e Pd) hanno sottoposto quesiti su metropolitana, bandi culturali e formazione professionale, mentre la consigliera Vittoria Nallo (Sue) ha chiesto delucidazioni in merito al crollo del controsoffitto verificatosi all’ospedale Molinette.