Monitoraggio ambientale

Piano tutela delle acque, Marnati: “Situazione stabile in Piemonte dopo cinque anni”

In Commissione Ambiente il bilancio dell’attuazione del Piano approvato nel 2021. L’assessore: nessun peggioramento significativo della qualità delle acque, nonostante le sfide legate ai cambiamenti climatici

Piano tutela delle acque, Marnati: “Situazione stabile in Piemonte dopo cinque anni”

La situazione delle acque in Piemonte resta complessivamente stabile a cinque anni dall’entrata in vigore del Piano di tutela delle acque approvato dal Consiglio regionale nel 2021. È quanto emerso durante la seduta congiunta della Commissione Ambiente e del Comitato per la qualità della normazione, dedicata alla valutazione degli effetti prodotti dal provvedimento.

L’incontro è stato presieduto da Sergio Bartoli e Carlo Riva Vercellotti e ha visto la relazione dell’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati.

Il bilancio regionale

Nel corso dell’audizione, Marnati ha illustrato i risultati emersi dai primi cinque anni di applicazione del Piano, sottolineando come il sistema abbia mostrato una buona capacità di tenuta anche di fronte alle criticità generate dai cambiamenti climatici.

“Dopo questi primi cinque anni di attuazione del Piano di tutela delle acque la situazione in Piemonte è relativamente stabile. Anche in presenza delle nuove sfide e soprattutto dei cambiamenti climatici che mettono a dura prova la resilienza del sistema, siamo soddisfatti nel vedere che non ci sono stati peggioramenti se non dove sono stati introdotti nuovi parametri europei sugli inquinanti”, ha dichiarato l’assessore.

Qualità delle acque

Secondo quanto illustrato dai tecnici regionali che hanno affiancato l’assessore durante la relazione, il monitoraggio effettuato negli ultimi anni non ha evidenziato criticità rilevanti rispetto agli standard di qualità delle acque piemontesi.

Gli eventuali peggioramenti registrati in alcuni casi sarebbero riconducibili all’introduzione di nuovi parametri europei per la misurazione degli inquinanti, che hanno reso più stringenti i criteri di valutazione ambientale.

Le sfide future

L’assessore ha inoltre evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, enti territoriali e soggetti coinvolti nella gestione delle risorse idriche per garantire il mantenimento degli attuali livelli qualitativi.

“Attraverso l’integrazione di tutte le politiche e la responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti, siamo fiduciosi di poter mantenere nei prossimi anni un adeguato livello di qualità per le acque piemontesi”, ha aggiunto Marnati.

Prossimo monitoraggio

I nuovi dati sullo stato di salute delle acque piemontesi saranno resi noti all’inizio del 2027, quando verrà completata la successiva fase di monitoraggio prevista dal Piano.

Al termine della relazione è intervenuto il consigliere regionale Alberto Unia (M5S), che ha chiesto alcuni chiarimenti sugli aspetti tecnici e sui risultati illustrati nel corso della seduta.