Martedì 26 maggio 2026 si è acceso il dibattito in Consiglio regionale in merito ai residui attivi accumulati dalla Regione nei confronti di Agenzia Piemonte Lavoro. La consigliera Monica Canalis ha chiesto conto della cifra complessiva alla Giunta, sollevando preoccupazioni per la stabilità finanziaria dell’ente piemontese. Dall’altra parte, l’esponente della Giunta Gian Luca Vignale ha fornito rassicurazioni ufficiali sulla liquidità istituzionale.
Il question time sui bilanci e le preoccupazioni per l’ente
“La Regione ha accumulato oltre 129 milioni di euro di residui attivi nei confronti di Agenzia Piemonte Lavoro e i revisori dei conti segnalano la necessità di un progressivo riassorbimento. Vorremmo sapere quando la Giunta intenda saldare questo debito per evitare il tracollo o il disequilibrio dell’Agenzia”. È questo il contenuto del question time presentato dalla consigliera Monica Canalis. La componente dell’assemblea ha evidenziato che la realtà piemontese conta 900 dipendenti e ogni anno eroga servizi a più di 200mila cittadini, tra privati e imprese.
Il piano di attività e le modifiche allo statuto societario
La consigliera ha, inoltre, sottolineato che il Piano di attività 2026 dell’ente non è ancora stato discusso in Aula, inclusi i progetti dell’assessore Elena Chiorino per la riorganizzazione dei centri per l’impiego. Dai documenti emergono modifiche profonde allo statuto, tra cui l’estensione delle attività dell’agenzia all’organizzazione di fiere ed eventi e alla costruzione di reti territoriali con soggetti privati.
La replica della Giunta e i chiarimenti sulla natura dei fondi
“Il Piano annuale dei flussi di cassa della Agenzia Piemonte Lavoro conferma l’assenza di tensioni di liquidità strutturali”, ha spiegato l’assessore Gian Luca Vignale. “La somma di 129 milioni iscritta tra i residui attivi viene definita dalla legge ‘entrate accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio’ – ha spiegato – tuttavia l’iscrizione a residuo attivo non equivale a credito immediatamente esigibile nei confronti della Regione. Inoltre, l’elevata consistenza di tali residui risulta fisiologica rispetto alla natura dei finanziamenti vincolati e pluriennali gestiti dall’Agenzia, oltre che per la tempistica di erogazione delle risorse anche da enti diversi e di attuazione degli interventi. In sostanza secondo la normativa vigente tale situazione non è riconducibile a quella di debito strutturale non onorato”.
Per quanto riguarda le modifiche proposte di revisione dello statuto, viene introdotto un più pregnante ruolo di controllo da parte della Regione e un vicario in caso di assenza o impedimento del direttore generale.
Le altre interrogazioni discusse durante la seduta consiliare
Nel corso dello stesso appuntamento istituzionale è stata data risposta ad altre istanze dei consiglieri. Tra i temi affrontati figurano lo stato di attivazione di Case e Ospedali di Comunità finanziati tramite il PNRR su iniziativa di Vittoria Nallo, e le criticità nella gestione del patrimonio delle case popolari Atc sollevate da Nadia Conticelli. Giulia Marro ha chiesto interventi sulle persone detenute in attesa di accesso alle REMS, mentre Alberto Avetta ha espresso preoccupazione per l’aumento della cassa integrazione.
Tra gli altri argomenti, Alice Ravinale ha interrogato la Giunta sul processo per disastro ambientale colposo a Syensqo (ex Solvay), Roberto Ravello è intervenuto sul Salone Internazionale del Libro di Torino riguardo al pluralismo culturale e alla tutela del personale in divisa, mentre Valentina Cera ha evidenziato l’assenza di investimenti per lo stabilimento di Mirafiori nel piano Stellantis. Pasquale Coluccio ha posto l’accento sul fabbisogno formativo degli odontoiatri specialisti, Carlo Riva Vercellotti sulle norme di sicurezza nella raccolta dei funghi, e Alberto Unia sulle misure d’emergenza presso il Grattacielo della Regione. È stata data, infine, risposta scritta all’istanza di Sarah Disabato sulle verifiche relative ai professionisti sanitari con titoli conseguiti all’estero.