Guardia di Finanza

Carta Cultura Giovani 2025, scoperta una maxi truffa

Sono 190 i giovani coinvolti nella truffa: nei loro confronti sono state elevate sanzioni quantificate in complessivi 1,3 milioni di euro

Carta Cultura Giovani 2025, scoperta una maxi truffa

La Guardia di Finanza di Torino, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, ha concluso un’indagine (denominata “Jack Bonus”) che ha permesso di disvelare un sistema di frode relativo all’utilizzo della c.d. “Carta Cultura Giovani 2025”, strumento previsto dalla Legge di Bilancio 2023 per sostenere la conoscenza e la sua diffusione tra i giovani, attraverso un incentivo agli studenti di 500 euro, per l’acquisto di libri, manuali, strumenti musicali e/o biglietti di accesso a strutture museali nonché per sottoscrivere abbonamenti a quotidiani o periodici.

Carta Cultura Giovani 2025, scoperta una maxi truffa

Le indagini, condotte dal 1° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di finanza di Torino, hanno consentito di appurare che molti giovani sono stati contattati tramite social network (in talune circostanze, anche mediante inviti da parte di influencer) con proposte finalizzate alla monetizzazione del proprio bonus, per un controvalore inferiore rispetto a quello nominale.

In caso di adesione, un esercente torinese attivo nel commercio online provvedeva a convertire illecitamente in denaro contante i voucher dei ragazzi, in assenza di una reale cessione di beni o servizi previsti dalla normativa.

Sanzioni per quasi due milioni di euro

Sono 190 i giovani coinvolti nella truffa: nei loro confronti sono state elevate sanzioni pecuniarie quantificate, nel minimo, in complessivi 1,3 milioni di euro.

Il titolare dell’attività commerciale – che attraverso il “sistema” avrebbe conseguito un profitto stimato in oltre 83.000 euro – è stato, invece, segnalato all’Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di reato di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.

L’attività svolta testimonia l’azione condotta dal Corpo a contrasto dell’indebita percezione e/o utilizzo di risorse pubbliche.