Salone del Libro

Salone del Libro, Rosso: “Sostenere la piccola editoria per difendere pluralismo e libertà”

Nel suo intervento, il senatore azzurro ha ribadito il valore strategico della piccola editoria indipendente nel garantire pluralismo culturale, libertà editoriale e diffusione di nuove idee

Salone del Libro, Rosso: “Sostenere la piccola editoria per difendere pluralismo e libertà”
Il sostegno alla piccola editoria e la necessità di rendere sempre più accessibili gli strumenti pubblici di incentivo sono stati al centro dell’intervento del senatore Roberto Rosso, vicepresidente vicario del gruppo di Forza Italia al Senato e vicesegretario del partito in Piemonte, al Meeting nazionale CNA Editoria, ospitato al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal titolo “Né piccole, né medie, né grandi. Ripensare il modello strutturale dell’editoria”.

Salone del Libro, Rosso: “Sostenere la piccola editoria per difendere pluralismo e libertà”

Nel corso della tavola rotonda dedicata alle criticità strutturali del settore editoriale italiano, a cui ha preso parte anche la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, il senatore Rosso ha concentrato il proprio intervento sul “Voucher di sostegno per i piccoli editori” promosso dal Ministero della Cultura e gestito da Invitalia, definendolo “una misura positiva che rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il settore”.
Secondo Rosso, però, alcuni requisiti previsti dal bando potrebbero essere ulteriormente affinati per adattarsi meglio alla realtà delle micro e piccole case editrici indipendenti. “L’obiettivo deve essere quello di accompagnare queste realtà e metterle nelle condizioni di accedere agli strumenti disponibili senza appesantimenti sproporzionati”, ha spiegato.
Rosso si è soffermato in particolare sul requisito relativo all’obbligo di stipula di contratti assicurativi contro i danni catastrofali. “È una previsione che nasce da un principio condivisibile di tutela del sistema produttivo – ha osservato – ma che per strutture editoriali molto piccole, spesso familiari e con pochi titoli pubblicati ogni anno, rischia di avere un impatto eccessivo. Per questo, credo sia utile avviare una riflessione per rendere alcuni criteri più proporzionati alla reale dimensione delle imprese”.
Nel suo intervento, il senatore azzurro ha infine ribadito il valore strategico della piccola editoria indipendente nel garantire pluralismo culturale, libertà editoriale e diffusione di nuove idee, sottolineando come “sostenere chi investe nella cultura significhi rafforzare la qualità democratica e culturale del Paese”.