Consiglio regionale

Beni confiscati alle mafie in Piemonte, via libera ai fondi per il Terzo settore

Approvata all’unanimità la modifica alla legge regionale: obiettivo rilanciare il riutilizzo sociale degli oltre 300 immobili sottratti alla criminalità

Beni confiscati alle mafie in Piemonte, via libera ai fondi per il Terzo settore

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità una modifica alla legge regionale 14/2007 che amplia le possibilità di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

La novità principale riguarda l’accesso ai contributi regionali anche da parte degli enti del Terzo settore, che potranno partecipare ai progetti di recupero e valorizzazione degli immobili sottratti alla criminalità organizzata.

I contributi saranno destinati esclusivamente alla parte corrente necessaria alla realizzazione di iniziative a sfondo sociale.

Oltre 300 beni inutilizzati

Secondo quanto evidenziato dall’assessore regionale Gian Luca Vignale, in Piemonte sono presenti oltre 300 beni confiscati alle mafie e più dell’80% non risulta ancora utilizzato.

“Questa norma è necessaria per fare in modo che gli oltre 300 beni confiscati presenti in Piemonte possano essere realmente utilizzati”, ha dichiarato Vignale.

L’assessore ha inoltre sottolineato come il coinvolgimento del Terzo settore rappresenti “un passaggio significativo” per facilitare l’accesso ai contributi e favorire il recupero degli immobili.

Proprietà pubblica garantita

La modifica normativa chiarisce anche alcuni aspetti gestionali.

I beni assegnati agli enti del Terzo settore resteranno di proprietà pubblica, mentre le spese di ristrutturazione continueranno a essere sostenute dai Comuni.

Tra i criteri per la concessione dei contributi viene inoltre rafforzato il peso attribuito alla qualità tecnica dei progetti, con l’obiettivo di garantire maggiore solidità ed efficacia alle iniziative sociali.

Il sostegno del Consiglio

Durante il dibattito in Aula, diversi consiglieri regionali hanno evidenziato l’importanza del provvedimento.

Domenico Rossi del Pd ha parlato di “un passo avanti” per rendere il Piemonte una delle regioni più virtuose nel riutilizzo dei beni confiscati.

Secondo Rossi, “servono strumenti, facilitazioni e una collaborazione più forte tra istituzioni e Terzo settore”.

Le posizioni dei partiti

Gianna Gancia della Lega ha definito il provvedimento “una tappa importante”, nata dal lavoro svolto in Commissione Legalità.

La consigliera ha inoltre aperto alla possibilità di future riflessioni sulle eventuali alienazioni dei beni, per evitare che i costi di gestione gravino interamente sul bilancio regionale.

Per Silvio Magliano della Lista Cirio, la nuova normativa favorisce la collaborazione tra Comuni e Terzo settore, trasformando i beni confiscati “in opportunità per le comunità”.

Il valore simbolico

Anche Alice Ravinale di Avs ha sottolineato il significato della misura nella lotta alla criminalità organizzata.

“La confisca e il riutilizzo sociale dei beni mafiosi rappresentano una delle conquiste più significative raggiunte dall’antimafia italiana”, ha dichiarato.

Secondo Ravinale, il provvedimento approvato invia “un segnale chiaro” contro il potere economico delle mafie, restituendo gli immobili alle comunità locali attraverso progetti sociali e pubblici.