In occasione del 9 maggio, l’Assemblea piemontese celebra la Festa dell’Europa, ricorrenza che segna il 76° anniversario della Dichiarazione Schuman. Era sabato 9 maggio 1950 quando il ministro degli esteri francese Robert Schuman tracciò la via per una cooperazione economica volta a terminare i conflitti secolari, avviando il processo di integrazione.
Il messaggio della presidenza sui pilastri democratici
Il presidente del Consiglio, Davide Nicco, ha sottolineato come l’Unione rappresenti una comunità di popoli legata da una storia millenaria. “In questo anniversario, in cui celebriamo i valori di pace, unità e solidarietà, è fondamentale ricordare che l’Europa non è una semplice entità geografica” dichiara l’esponente istituzionale, aggiungendo che “oggi, in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, l’Unione è chiamata a rinnovare il proprio impegno per il dialogo e la democrazia, pilastri del nostro progetto comune”.
Il ruolo dei giovani e la tutela dei confini
Il vicepresidente Franco Graglia, delegato alla Consulta regionale europea, ha rivolto il proprio pensiero ai cittadini più giovani. “Celebriamo l’Europa dei giovani, a cui noi istituzioni dobbiamo fornire gli strumenti per essere i veri protagonisti” afferma il componente dell’Ufficio di presidenza. Ai ragazzi viene chiesto di partecipare alla costruzione di un’Unione “capace di proteggere i propri confini e di valorizzare le specificità locali in un mercato globale sempre più aggressivo”.
Le radici storiche dalla CECA all’integrazione attuale
La ricorrenza commemora il piano di cooperazione economica del 1950 che portò, l’anno successivo, alla nascita della CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio). I sei paesi fondatori, tra cui figura l’Italia, gettarono le basi per una trasformazione strutturale. Quella che era nata come una sinergia economica si è evoluta nel tempo, diventando l’attuale unione politica e sociale che coinvolge l’intero continente.