un evento di grande valore

La Cittadella NIDA intitolata “Bea e Stefania”

Questa mattina, venerdì 8 maggio alle 11

La Cittadella NIDA  intitolata “Bea e Stefania”

Il Comune di Torino intitolerà la Cittadella NIDA “Bea e Stefania” a Beatrice e Stefania. La cerimonia ufficiale avverrà alle 11 di questa mattina, venerdì  8 maggio 2026.

Il Comune di Torino intitolerà la Cittadella NIDA “Bea e Stefania” a Beatrice e Stefania

Il Comune di Torino intitolerà la Cittadella NIDA “Bea e Stefania” a Beatrice Naso e Stefania Fiorentino di via degli Ulivi 11. La cerimonia ufficiale avverrà alle 11 di questa mattina, venerdì  8 maggio 2026.  Il polo diventerà un simbolo di speranza per i bambini affetti da malattie rare, onorando la memoria di Beatrice Naso e di sua madre Stefania. E’ un progetto che trasforma un dolore immenso in un’opportunità concreta per chi soffre.

Una promessa mantenuta

L’intitolazione del centro sportivo gestito dalla Nida (Nazionale Italiana dell’Amicizia) non è un semplice atto formale, ma il compimento di una promessa fatta a una madre e a una figlia che hanno lottato contro un destino crudele.

“Oggi manteniamo il primo 50% di quella promessa”, ha dichiarato con emozione Walter Galliano, capitano della Nida. La restante parte dell’impegno si sta materializzando poco distante: una palazzina che diventerà il centro nevralgico per l’assistenza ai bambini colpiti da patologie rare.

La storia di Bea: oltre l’armatura di pietra

La storia di Beatrice ha commosso l’Italia intera. Bea era affetta da una patologia genetica così rara da non avere precedenti clinici al Regina Margherita. Il suo corpo, vittima di calcificazioni articolari, si stava progressivamente irrigidendo, trasformando le parti molli in osso.

  • Il coraggio di Stefania: Accanto a lei, come un pilastro, la madre Stefania Fiorentino. Ha lasciato tutto per assistere la figlia, combattendo parallelamente contro una grave malattia che l’ha portata via nel 2017 a soli 35 anni.

  • Lo sguardo di Bea: Nonostante il corpo diventasse un’armatura immobile, gli occhi di Beatrice sono rimasti fino all’ultimo una finestra aperta sulla vita, capaci di esprimere gioia e dolore con una profondità disarmante.

Verso il futuro: la Cittadella della Solidarietà

La cerimonia di  oggi non sarà solo un momento di ricordo. Al termine della celebrazione ufficiale, i presenti potranno visitare il cantiere della nuova palazzina, il cuore pulsante del progetto Nida.

I lavori procedono spediti e la conclusione del cantiere è ormai vicina. La Cittadella Bea e Stefania si candida a diventare un punto di riferimento nazionale, dimostrando che, anche quando la medicina non ha risposte, la solidarietà può costruire miracoli.