Giovedì 07 Maggio 2026, il Consiglio regionale ha approvato, con 28 voti favorevoli e 13 contrari, la legge riguardante gli interventi urgenti in materia sanitaria. L’atto legislativo prevede una operazione contabile che anticipa da altri capitoli del bilancio regionale le somme necessarie per coprire uno scostamento di 209 milioni di euro, generato dall’aumento della spesa nel comparto salute.
Gli obiettivi della giunta regionale
L’assessore Federico Riboldi ha chiarito la posizione dell’esecutivo, precisando che “il governo regionale ha scelto di investire 209 milioni di euro in più rispetto al fondo sanitario nazionale per garantire i servizi. In questi anni abbiamo fatto delle scelte, abbiamo assunto 4200 sanitari, diminuito le distanze sociali e dato attenzione alle fragilità: se avessimo adottato provvedimenti drastici come avvenne con la delibera 1/600, che tagliò ospedali e servizi, avremmo aumentato il fronte di chi non può accedere alla sanità pubblica. Lo scostamento verrà coperto nel secondo semestre dell’anno”.
Le critiche delle minoranze consiliari
Le opposizioni hanno espresso parere negativo, definendo l’operazione un disavanzo colmato attraverso la riduzione di fondi destinati ad altre prestazioni. Per Gianna Pentenero (Pd) “malgrado i tentativi di dare una copertura tecnica alla manovra, la verità è che sono stati fatti tagli su diritto allo studio universitario, tutela delle risorse idriche, trasporti e inclusione sociale. Quando affronteremo l’assestamento al bilancio rifaremo i conti e i tagli diventeranno una certezza”.
Alice Ravinale (Luv) ha evidenziato che “i cittadini dovranno fare i conti con risorse che mancano perché il governo continua a sottofinanziare il servizio sanitario nazionale. Avete fatto 120 milioni di tagli e pensate che saranno le Asl a ripianarli, ma non è questa la programmazione di cui la sanità piemontese ha bisogno”. Secondo Sarah Disabato (M5s) si tratta di una “manovra lacrime e sangue, il disavanzo di 209 milioni della sanità è una voragine nei conti, ci sono aziende che hanno addirittura raddoppiato il buco. Avete fatto sforbiciate da professionisti per colmare il profondo rosso della sanità piemontese”.
La posizione della maggioranza
I gruppi a sostegno del provvedimento si sono dimostrati compatti. Silvio Magliano (Lista Cirio) ha definito l’atto una “manovra che cerca di dare risposte concrete ai bisogni crescenti della popolazione in sanità. Vogliamo una sanità che dall’età pediatrica all’ultima fase di vita consideri i cittadini persone e non solo pazienti e dovremo sostenere sempre di più soluzioni che vanno in questa direzione”.
L’esponente Annalisa Beccaria ha rimarcato “il rispetto e la serietà dimostrati nel garantire un investimento che risponde ai bisogni delle persone. Tra il 2019 e il 2025 sono stati investiti 534 milioni sul personale, un impegno che ha consentito di erogare nell’ultimo anno 2,2 milioni di prestazioni superando i livelli pre pandemia”. Roberto Ravello (Fdi) ha aggiunto: “continuiamo a sentir parlare di tagli e spese fuori controllo, mentre abbiamo fatto scelte basate sull’analisi dei fabbisogni. L’Istat dice che il Piemonte invecchia, i bisogni sanitari aumentano e noi abbiamo scelto di investire, di non tagliare posti letto e personale, diversamente con quello che avvenne con la delibera 1/600″.
Investimenti per fragilità e infrastrutture
La nuova norma include la copertura per il compenso del commissario straordinario della Città della salute e della scienza di Novara, oltre a fondi per la presa in carico delle persone fragili e il potenziamento degli hospice.
Sono stati inoltre approvati due emendamenti. Il primo, di Domenico Rossi (Pd), vincola il commissario straordinario a una rendicontazione annuale per monitorare il progetto di Novara. Il secondo, proposto da Nadia Conticelli (Pd), stabilisce che il rafforzamento degli hospice garantisca “un’equa distribuzione territoriale dei posti letto e dei servizi domiciliari, con priorità alle aree attualmente carenti”. Infine, un ordine del giorno di Disabato impegna la Regione alla piena attuazione della legge 34/2023 sulla fibromialgia, prevedendo lo sviluppo di una piattaforma digitale per il monitoraggio dei pazienti.