Nella giornata di lunedì 4 maggio 2026, si è consumato un nuovo suicidio all’interno dell’istituto penitenziario Lorusso e Cutugno. L’evento ha riacceso il dibattito sulle condizioni di detenzione e sulla gestione del disagio psicologico tra la popolazione ristretta. La Garante regionale delle persone detenute, Monica Formaiano, è intervenuta ufficialmente per esprimere “sincero cordoglio ai familiari e profonda preoccupazione per un altro suicidio verificatosi nel carcere di Torino”.
Necessità di nuovi protocolli di monitoraggio
L’autorità garante ha sottolineato l’urgenza di una revisione delle attuali procedure di controllo interno. “Rinnovo il mio appello affinché si intervenga per rafforzare i protocolli di monitoraggio delle situazioni di vulnerabilità per i soggetti più fragili – aggiunge Formaiano – ritenendo la salute delle persone detenute una priorità assoluta”. L’obiettivo dichiarato è quello di intercettare precocemente i segnali di malessere che precedono i gesti estremi dei residenti nella struttura.
Prevenzione e tutela della salute mentale
Secondo l’analisi dell’esponente regionale, la sicurezza del sistema carcerario passa necessariamente attraverso il benessere psichico degli individui privati della libertà. “Intensificare la prevenzione e la tutela della salute mentale, prevedendo i fattori di rischio – conclude – consente di prevenire il ripetersi di simili tragedie e, contestualmente, è sinonimo di garanzia di sicurezza e di tutela della vita e della dignità”. L’attenzione resta alta sulle criticità del sistema detentivo piemontese in attesa di risposte concrete dalle istituzioni competenti.