In data martedì 28 aprile 2026, l’assemblea legislativa del Piemonte ha approvato all’unanimità la proposta di modifica dello statuto della Fondazione Museo delle antichità egizie di Torino. Il provvedimento stabilisce il prolungamento della durata dell’ente fino al 31 dicembre 2064, estendendo l’attuale scadenza precedentemente fissata al 2034. La delibera segue il parere favorevole già espresso, sempre con voto unanime, dai componenti della sesta Commissione consiliare.
Estensione dello statuto e continuità gestionale
L’istanza di modifica è stata illustrata all’aula dall’assessore alla Cultura Marina Chiarelli, che ha agito su mandato della Giunta. L’esponente del governo regionale ha chiarito che l’iniziativa si è resa necessaria per allineare la programmazione locale alle decisioni nazionali. “Dopo che il Ministero alla Cultura ha espresso parere favorevole alla richiesta di proroga trentennale del Museo egizio, il Museo si è attivato per chiedere la medesima proroga alla Regione rispetto alla data prevista del 2034”, ha precisato la rappresentante istituzionale durante il suo intervento.
Sostenibilità economica degli interventi di ristrutturazione
La decisione di spostare l’orizzonte temporale al 2064 risponde a precise esigenze di pianificazione finanziaria e operativa. Secondo quanto riportato dalla titolare della delega alla Cultura, la proiezione a lungo termine è fondamentale per gestire correttamente le procedure di ammortamento dei costi legati ai grandi lavori di riqualificazione.
“Il 2064 può apparire una scadenza lontana – aveva aggiunto – ma dal punto di vista finanziario, gestionale e programmatico non lo è, soprattutto in relazione agli ammortamenti e alle garanzie che condizionano la pianificazione economica di medio e lungo termine, tenuto anche conto degli interventi di ristrutturazione e rifunzionalizzazione previsti. Senza contare la possibilità di una più ampia dilazione dei costi che, spalmati su un orizzonte temporale più ampio, riducono il loro impatto annuo sul bilancio liberando nuove risorse”. Attraverso questa manovra, la Fondazione potrà affrontare gli investimenti necessari alla modernizzazione degli spazi espositivi con una maggiore solidità di bilancio.