Il caso

L’Ombra di Cesare, il Grido della Terra: Extinction Rebellion oscura i simboli del Duce

L’azione, rivendicata dal movimento Extinction Rebellion, trasforma i simboli della romanità recuperata dal fascismo in un monito visivo

L’Ombra di Cesare, il Grido della Terra: Extinction Rebellion oscura i simboli del Duce

All’alba di questo 25 aprile, mentre la città si prepara a celebrare l’81° anniversario della Liberazione, Torino si è risvegliata con un’immagine potente: le statue bronzee di Giulio Cesare e Ottaviano Augusto, che sorvegliano l’ingresso della Porta Palatina, sono state avvolte in pesanti teli neri.

L’azione, rivendicata dal movimento Extinction Rebellion, trasforma i simboli della romanità recuperata dal fascismo in un monito visivo contro quello che gli attivisti definiscono un “ritorno all’autoritarismo in chiave climatica”.

L’Ombra di Cesare, il Grido della Terra: Extinction Rebellion oscura i simboli del Duce

Le due statue non sono state scelte a caso. Donate alla città da Benito Mussolini nel 1935, esse rappresentano il cuore della propaganda del Ventennio, volte a nobilitare il regime attraverso il richiamo imperiale. Coprirle oggi significa, per XR, denunciare la continuità tra la retorica nazionalista del passato e le politiche attuali.

Al centro della protesta c’è il nuovo decreto sicurezza, recentemente convertito in legge. Secondo gli attivisti, queste norme rappresentano un attacco diretto alla Costituzione, restringendo gli spazi di dissenso proprio nel momento in cui la voce dei cittadini sarebbe più necessaria per chiedere azioni drastiche contro il collasso ecologico.

“Difendere la Terra, non il Fascismo”

Il messaggio lanciato dalle strade di Torino è chiaro: la lotta partigiana non è un pezzo da museo, ma una pratica attuale. In un mondo segnato dall’escalation dei conflitti per l’accaparramento delle risorse (acqua, terre rare, energia), il movimento sottolinea come la distruzione degli ecosistemi proceda di pari passo con la contrazione dei diritti civili.

“L’Italia ha appena convertito in legge il nuovo decreto sicurezza, un insieme di leggi autoritarie e incostituzionali, che restringono pesantemente libertà e diritti fondamentali.

Di fronte a un’escalation globale di conflitti per l’accaparramento delle risorse e alla continua distruzione degli ecosistemi in nome del profitto di pochi, ripartiamo dalle strade e dai monumenti delle nostre città per celebrare gli 81 anni della Liberazione e i valori della democrazia.

Perché in un mondo sull’orlo del collasso climatico, va difesa la Terra, non il fascismo”.

 

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