Il Giandujotto di Torino compie un nuovo passo verso il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta (IGP) a livello europeo. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), a seguito dell’esame della documentazione, ha ritenuto che le controdeduzioni presentate dal Comitato Giandujotto di Torino fossero sufficienti a superare le opposizioni.
Alcune richieste sono state accolte, prevedendo la concessione di periodi transitori fino a 15 anni per l’utilizzo di specifiche denominazioni già in uso da parte di alcune imprese, tra cui Lindt & Sprüngli Spa con la concessione di un periodo transitorio di 15 anni per continuare a utilizzare la denominazione in relazione ai prodotti commercializzati.
Altre opposizioni avevano sollevato alcune criticità dovute al fatto che la proposta di riconoscimento IGP poteva sovrapporsi ad un quadro normativo già esistente, richiedendo quindi la modifica delle percentuali degli ingredienti, così come proposte nel disciplinare di produzione.
A questo punto, superata ogni opposizione, il Ministero provvederà a trasmettere il fascicolo concernente la richiesta di riconoscimento della IGP “Giandujotto di Torino” alla Commissione europea. L’atto completo è consultabile nella pagina del MASAF.
Un percorso lungo quasi un decennio
L’iter per l’ottenimento dell’IGP è stato avviato nel 2017, su iniziativa del Comitato Giandujotto di Torino IGP — presieduto dal maître chocolatier Guido Castagna e composto da circa 40 tra artigiani e aziende. Il cammino ha tuttavia subito una lunga battuta d’arresto a causa di riserve avanzate dal gruppo svizzero Lindt, proprietario del marchio Caffarel.
Nel febbraio 2024, grazie all’attività di mediazione e al supporto tecnico-istituzionale degli enti pubblici locali le criticità sono state superate. Tra questi sicuramente la Camera di commercio di Torino, con la sua Azienda Speciale, il Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino, ha supportato, fin dall’inizio, l’iniziativa promossa dal Comitato nelle attività di animazione e di divulgazione del territorio, di supporto nella gestione della pratica di riconoscimento e nei contatti con gli enti del territorio.
L’11 marzo 2025 si è finalmente svolta la riunione di pubblico accertamento, durante la quale i funzionari del MASAF hanno verificato la conformità del disciplinare alle tecniche tradizionali di produzione, confermandone la validità.
Il 29 maggio 2025 la domanda di registrazione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e, in data 23 marzo 2026, il MASAF ha formalizzato la decisione di trasmettere il dossier alla Commissione europea, che avvierà ora la fase istruttoria comunitaria per il riconoscimento ufficiale dell’IGP.
Le caratteristiche del Giandujotto di Torino IGP
Il disciplinare, sviluppato in otto articoli, definisce con precisione le caratteristiche del prodotto: forma a prisma triangolare con spigoli arrotondati — che richiama il cappello della maschera Gianduja — e peso compreso tra 4 e 12 grammi per i prodotti estrusi o stampati, o tra 8 e 16 grammi per quelli modellati a mano. Il profilo aromatico è caratterizzato da un intenso aroma di nocciola tostata, cacao e vaniglia, con un gusto dolce e persistente e un lieve finale amaro.

Tra gli ingredienti obbligatori figurano: Nocciola Piemonte IGP tostata (dal 30% al 45%), zucchero semolato (dal 20% al 45%) e cacao in varie forme (minimo 25%). Il latte in polvere è escluso, in coerenza con le tecniche ottocentesche di produzione che il marchio intende preservare. La zona geografica di produzione è circoscritta all’intero territorio della Regione Piemonte.
Le dichiarazioni
In precedenti interventi, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato come il Giandujotto rappresenti «un’eccellenza, espressione di sapienza tramandata di generazione in generazione, gusto unico e identità piemontese ed italiana», aggiungendo che il riconoscimento IGP gli conferirà ancora più forza sui mercati internazionali.
Il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha ricordato il lavoro svolto per raggiungere questo traguardo, sottolineandone il valore per la storia e la tradizione del territorio: «Valorizzare i nostri prodotti è fondamentale per farli conoscere sempre di più e renderli più competitivi sui mercati internazionali».
Oggi, Guido Castagna, Presidente del Comitato Giandujotto di Torino IGP, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto dopo anni di lavoro: «Il 2026 — aveva anticipato — sarà l’anno del giandujotto IGP». Con la trasmissione della domanda a Bruxelles, quella previsione è oggi più che mai concreta. I prossimi passi La Commissione europea avvierà ora la fase istruttoria a livello comunitario. I tempi previsti per il riconoscimento si attestano tra i sei e i dodici mesi dalla trasmissione della domanda.
Con il conseguimento del marchio, il Giandujotto di Torino diventerà la decima IGP della Regione Piemonte, la seconda su cioccolato a livello nazionale e andrà ad arricchire il novero delle 90 eccellenze agroalimentari piemontesi tutelate tra DOP, IGP, DOCG, DOC e IG.
Quella del Giandujotto di Torino IGP, poi, sarà la prima IGP europea ad avere come ingrediente un’altra IGP, ossia la Nocciola Piemonte IGP: si tratterà quindi di una “IGP al quadrato”.