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Inaugurato l’anno accademico 2025 – 2026 del polo universitario penitenziario di UniTo

Nell’anno accademico in corso, 2025-2026, gli studenti e le studentesse detenuti/e iscritti/e all’Università di Torino sono 172

Inaugurato l’anno accademico 2025 – 2026 del polo universitario penitenziario di UniTo

Oggi, venerdì 10 aprile 2026, alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, si è tenuta la cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 del Polo Universitario Penitenziario.

La cerimonia

Presenti la Rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi, il Delegato della Rettrice per il Polo Universitario Penitenziario e per le attività sui temi delle mafie, dell’antimafia e dell’educazione alla legalità Rocco Sciarrone, il Provveditore Regionale dell’Amministrazione penitenziaria Mario Antonio Galati, la direttrice della Casa circondariale Lorusso e Cutugno, Elena Lombardi Vallauri, la Vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro, la Garante regionale dei detenuti Monica Formaiano, la Garante comunale Diletta Berardinelli, la Presidente di Libera Francesca Rispoli e la rappresentante della Fondazione Compagnia di San Paolo Marzia Sica.

Franco Prina, docente alla Scuola di Studi Superiori “Ferdinando Rossi” dell’Università di Torino, già delegato del Rettore per il Polo Universitario Penitenziario dell’Ateneo, ha tenuto una Lectio Magistralis dal titolo: “Un’università inclusiva in un carcere dei diritti e delle opportunità”.

Il Polo Universitario Penitenziario è un’iniziativa pionieristica in Italia che conta più di 40 anni di vita. Nato per l’impegno dell’allora Facoltà di Scienze politiche, nella prima metà degli anni ’80, per garantire la possibilità di studio a persone detenute, il Polo è stato istituito formalmente attraverso un Protocollo sottoscritto il 27 luglio 1998 da Università di Torino, Tribunale di Sorveglianza e Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria.

Il Polo Universitario si propone di consentire a detenuti e detenute, che ne abbiano i requisiti, di esercitare il diritto allo studio a livello universitario. L’Università di Torino, attraverso l’impegno di docenti di numerosi Dipartimenti, garantisce a studenti e studentesse detenuti/e lezioni, seminari e altre forme di didattica, assistenza alla preparazione degli esami e alla preparazione delle tesi di laurea.

Gli iscritti per l’anno accademico in corso

Nell’anno accademico in corso, 2025-2026, gli studenti e le studentesse detenuti/e iscritti/e all’Università di Torino sono 172, in costante crescita negli anni (erano 46 nell’anno accademico 2019-2020). Gli studenti iscritti a Unito sono distribuiti in diversi istituti penitenziari della regione, con una maggiore concentrazione in quelli di Torino, Saluzzo, Asti e Biella. Le studentesse sono soltanto 7, un numero contenuto ma che rispecchia la quota nettamente più ridotta di popolazione femminile coinvolta. Nel complesso, sono coinvolti ben 22 Corsi di laurea, tra i quali registrano un maggior numero di iscritti: Diritto per le imprese e le istituzioni, Scienze politiche e sociali, DAMS, Comunicazione interculturale e Storia. Negli ultimi anni ha avuto particolare successo il corso di laurea in Scienze e tecniche delle attività motorie e sportive, una laurea professionalizzante che offre competenze più direttamente spendibili nel mondo del lavoro.

Dichiarazioni

“Rinnovare l’inaugurazione dell’anno accademico all’interno della Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” – dichiara Cristina Prandi, Rettrice dell’Università di Torino – testimonia l’attenzione dell’Università di Torino nei confronti della realtà carceraria, in particolare conferma il suo impegno di lunga data nel garantire il diritto allo studio a persone detenute. Portare l’università in carcere significa però non solo assicurare un diritto, ma offrire anche una concreta opportunità di crescita, inclusione e reinserimento sociale. L’Università di Torino è stata pioniera in questo ambito, creando il primo Polo Universitario Penitenziario in Italia. Gli studenti detenuti iscritti a UniTo sono in costante crescita negli anni, e hanno raggiunto il numero di oltre 170 nell’anno accademico in corso, coinvolgendo più di venti corsi di laurea, predisponendo attività formative in molti istituti penitenziari del Piemonte, tra i quali anche in carceri di alta sicurezza”.

“L’Università di Torino – aggiunge Rocco Sciarrone, Delegato della Rettrice per il Polo Universitario Penitenziario e per le attività sui temi delle mafie – è stata tra i primi atenei italiani ad avviare attività didattiche in carcere, che ha progressivamente istituzionalizzato progettando e realizzando uno specifico Polo Universitario Penitenziario. Garantire la possibilità di studiare in carcere significa non solo rispettare un principio costituzionale, ma anche offrire risorse e strumenti per la crescita personale, l’arricchimento culturale e la costruzione di percorsi di inclusione e reinserimento sociale. Il Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Torino ha svolto un ruolo di apripista e di guida nel mondo accademico italiano, arrivando a costituire prima nell’istituto di Torino e poi in quello di Saluzzo sezioni carcerarie dedicate, attrezzate con computer e organizzate in spazi idonei allo studio, alle lezioni, agli esami e all’incontro con i docenti. Si tratta di un’esperienza che testimonia la possibilità concreta di costruire un ‘carcere dei diritti e delle opportunità’, come ha ribadito nella sua Lectio magistralis il prof. Franco Prina”.

Il funzionamento del Polo è reso possibile da un contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, il quale consente il pagamento delle tasse degli studenti, la fornitura dei libri di testo, del materiale didattico e di cancelleria, delle attrezzature informatiche e del relativo materiale di consumo. Esso garantisce inoltre la presenza di tre tutor che curano l’organizzazione della didattica. Un protocollo di intesa attivato dal Fondo Alberto e Angelica Musy consente la promozione di percorsi di reinserimento attraverso alcune borse-lavoro a studenti e laureati che possono fruire del regime di semilibertà.

Fin dalla sua costituzione nel 2018, l’Università di Torino è componente della CNUPP (Conferenza Nazionale Universitaria Poli Penitenziari) presso la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) che riunisce oggi 47 Atenei impegnati a garantire il diritto allo studio di persone private della libertà.