PIEMONTE

Torino, manifestazione in sostegno dell’Iran

I manifestanti: "Siamo qui per ribadire che il popolo iraniano non ha pagato un prezzo così caro per un accordo nucleare e non è disposto ad accettare nulla di meno della caduta del regime e di una transizione democratica sotto la guida del “Principe Reza Pahlavi e nessun altro”

Torino, manifestazione in sostegno dell’Iran

Nella giornata di ieri, venerdì 27 marzo 2026, gli iraniani che vivono nel Torinese si sono ritrovati in piazza Castello a Torino per manifestare contro il regime in Iran e in sostegno del popolo.

I manifestanti hanno fatto sapere:

“In questi giorni di timore e speranza, in cui si torna a sentire parlare di negoziati, abbiamo più che mai il dovere di non abbandonare il campo e di essere la voce del nobile popolo iraniano. Un popolo che, nel corso di 48 anni di oscurità, ha più volte gridato la propria opposizione a questo regime e che, l’8 e 9 gennaio, con la partecipazione di milioni di persone in tutto l’Iran, ha dimostrato di non accettare nulla di meno della caduta di questo regime e della guida del Principe Reza Pahlavi, “l’unica figura affidabile per tutte le fasce della società iraniana”. Decine di migliaia di giovani coraggiosi dell’Iran, l’8 e 9 gennaio 2026, hanno sacrificato la propria vita, hanno salutato i loro cari per l’ultima volta e hanno scritto, letteralmente, con il loro sangue, sui muri ciò che vogliono: Viva lo Scià!

Siamo qui per non permettere che NESSUNO, tranne gli iraniani, decida per il futuro della nostra patria, per non permettere che nei corridoi del potere, qualcuno si appropri della nostra voce o che i lobbisti del regime, oggi più attivi che mai, distorcano il pensiero dei leader politici del mondo.

Siamo qui per ribadire che il popolo iraniano non ha pagato un prezzo così caro per un accordo nucleare e non è disposto ad accettare nulla di meno della caduta del regime e di una transizione democratica sotto la guida del “Principe Reza Pahlavi e nessun altro”!

Siamo la voce del nostro popolo e del nostro leader: continuate a colpire le strutture di repressione del regime e create le condizioni per una sollevazione a basso costo per il popolo iraniano, ma le infrastrutture energetiche appartengono al popolo iraniano, non al regime islamico.

Resteremo in campo, fino alla caduta della Repubblica Islamica, e, pur esprimendo gratitudine per queste operazioni umanitarie, non ridurremo minimamente la pressione sul Presidente Trump e sulla comunità internazionale: noi vogliamo la caduta del regime, non il negoziato!

Sappiate che l’unica via per la stabilità del Medio Oriente e del mondo è affidarsi alla volontà del popolo iraniano, che rappresenta una forza unica e insostituibile per la pace globale”.

Foto di Helaleh Ghasemi