Giornata della Memoria e dell’Impegno: Torino scende in piazza contro le mafie.
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Giornata della Memoria
Vent’anni dopo l’ultimo grande corteo, Torino è tornata a essere il cuore pulsante della lotta alla criminalità organizzata. In occasione della 31esima Giornata della memoria e dell’impegno, promossa da Libera, oltre 500 familiari delle vittime innocenti di mafia hanno sfilato per le vie del capoluogo piemontese, accompagnati da migliaia di cittadini, studenti e rappresentanti delle istituzioni.
Le amministrazioni
Tra le fasce tricolori che hanno colorato il corteo, è stata fortissima la partecipazione del territorio della Collina Torinese, a testimonianza di quanto il tema della legalità sia radicato e sentito anche nei comuni della cintura. I sindaci della Collina in prima linea. La delegazione del territorio ha visto la partecipazione attiva di numerosi amministratori locali che hanno voluto ribadire il “no” alle infiltrazioni mafiose nel Nord Italia.
Il sindaco di Torino
La loro presenza non è stata solo formale: “La guardia non va abbassata, specialmente in territori che possono rappresentare terreno fertile per le mafie”, è il monito che è risuonato durante l’assemblea, richiamando le parole del Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. I giovani di Libera: “Siamo la memoria che cammina” Particolarmente significativa è stata la partecipazione dei ragazzi dei presidi di Libera della Collina. Zaino in spalla e bandiere colorate, i giovani hanno dato voce allo slogan della giornata lanciato da Don Luigi Ciotti: “Insieme siamo la memoria che cammina”.
La scuola in piazza
Per i ragazzi del territorio, la manifestazione ha rappresentato il culmine di un percorso di formazione civile che dura tutto l’anno nelle scuole e nei centri di aggregazione, volto a contrastare quella “zona grigia” dove l’illegalità rischia di trovare spazio. Dall’assemblea alla Mole: una città illuminata. La giornata si è aperta con un’assemblea densa di testimonianze presso l’Aula Magna della Cavallerizza, dove Carla Rostagno (sorella del giornalista Mauro Rostagno) ha ricordato l’importanza di colmare il vuoto lasciato dalle vittime con l’impegno quotidiano. Il momento più solenne è avvenuto in Duomo, con la lettura dell’elenco dei nomi delle vittime di mafia da parte dell’Arcivescovo Roberto Repole. La giornata si concluderà con un tributo simbolico: la Mole Antonelliana si illuminerà con la scritta: “A tutte le vittime innocenti delle mafie va la nostra memoria e il nostro impegno”.