Consiglio regionale del Piemonte

Cessione Gedi, il Consiglio impegna la Giunta a monitorare e interloquire

Approvato all’unanimità un Odg per la “tutela del pluralismo e salvaguardia dell’occupazione” giornalistica

Cessione Gedi, il Consiglio impegna la Giunta a monitorare e interloquire

Il Consiglio regionale all’unanimità chiede “tutela del pluralismo dell’informazione, salvaguardia dei livelli occupazionali e protezione del patrimonio giornalistico” nelle operazioni di cessione che il gruppo Gedi sta portando avanti.

È il contenuto dell’ordine del giorno, proposto dal presidente del Consiglio, Davide Nicco, a nome di tutto l’Ufficio di Presidenza e in accordo con tutti i capigruppo di maggioranza e minoranza. “Pluralismo dell’informazione e tutela del lavoro di giornalisti e collaboratori sono per noi una priorità assoluta. Il Piemonte non può restare indifferente di fronte a passaggi che riguardano testate che fanno parte della nostra storia civile e culturale. Il pluralismo dell’informazione è un presidio democratico e i lavoratori devono avere certezze sulle prospettive occupazionali”, ha spiegato.

Con l’Odg si impegna la Giunta a monitorare la situazione, continuare le interlocuzioni con la proprietà e favorire tavoli di lavoro con “stakeholders” piemontesi.

Durante la discussione Sergio Bartoli (Lista Cirio) ha annunciato il ritiro del suo documento sullo stesso tema e ha sottolineato che “viene prima di tutto l’obiettivo comune, quello di dare un segnale chiaro e unitario. Ribadiamo che la Regione Piemonte non è indifferente al pluralismo dell’informazione e alla tutela dei posti di lavoro e del ruolo dell’informazione locale”.

Alice Ravinale e Giulia Marro (Avs) si sono dette “preoccupate per le trattative in corso per la cessione de La Stampa al gruppo Sea e per le sorti di Repubblica. Evitiamo che l’informazione in Piemonte si impoverisca. La nostra solidarietà va ai giornalisti e alle giornaliste che già oggi si trovano in situazioni precarie e che vivono questa fase con grande incertezza”.

“Chiediamo di chiamare Elkann alle proprie responsabilità sociali – ha dichiarato Sarah Disabato (M5s) – questa è una decisione inaccettabile, l’ennesimo scempio perpetrato sul nostro territorio, accompagnato da un silenzio assordante. Ogni giorno tocchiamo con mano aziende dismesse, capannoni vuoti e posti di lavoro persi: anche su questa vicenda non possiamo lasciare soli lavoratori e lavoratrici”.
Per Daniela Cameroni (Fdi) “La Stampa rappresenta un punto di riferimento per l’informazione locale e un presidio radicato nella nostra comunità: per questo chiediamo che si chiariscano i dubbi sulla continuità editoriale e sul mantenimento dei livelli occupazionali. Se venisse a mancare o si indebolisse, sarebbe un impoverimento per la nostra regione dal punto di vista dell’informazione e del legame con il territorio”.

“La Stampa negli anni è stata uno dei giornali più vicini ai territori – ha spiegato Mauro Fava (Fi) – con professionisti dislocati anche nei comuni più periferici, capaci di portare le notizie locali al quotidiano di maggior lettura del nostro territorio. Faccio anche gli auguri alla Sentinella del Canavese, che da pochi giorni ha iniziato un nuovo percorso con la nuova proprietà, auspicando che continui a lavorare con la stessa attenzione al territorio”.

“Questo documento tiene alta l’attenzione su un pezzo di storia importante della nostra regione: testate che hanno assunto una dimensione significativa sul piano nazionale e internazionale e che rappresentano pluralità di informazione e opportunità di occupazione per molti professionisti. Sono un elemento centrale del panorama editoriale piemontese e sarebbe grave disperdere questo patrimonio, sia per il valore storico sia per la tutela delle professionalità coinvolte”, hanno concluso Gianna Pentenero Nadia Conticelli (Pd).