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Tratta nazionale della Torino – Lione: Coldiretti Torino chiede di incontrare l’assessore regionale Bussalino

L'organizzazione agricola chiede di incontrare l'assessore Bussalino per individuare tutte le interferenze dell'opera verso le attività agricole

Tratta nazionale della Torino – Lione: Coldiretti Torino chiede di incontrare l’assessore regionale Bussalino

Coldiretti Torino chiede di incontrare l’assessore regionale alle opere strategiche Enrico Bussalino per approfondire i problemi creati dal progetto della tratta nazionale della Torino-Lione da Avigliana a Orbassano.

“Accogliamo con favore l’annuncio di voler costituire un Comitato tecnico – afferma il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – L’assessore dichiara che la Regione intende svolgere un ruolo di supporto attivo ai territori per la progettazione definitiva di un’opera che avrà un grande impatto sull’agricoltura. Ora ci aspettiamo che l’assessore voglia ascoltare le osservazioni puntuali raccolte dalle aziende agricole della bassa valle di Susa e della Zona ovest”.

Tratta nazionale: quale impatto per l’agricoltura?

Coldiretti Torino ricorda che il tracciato e tutte le opere collegate non sono state illustrate alle organizzazioni agricole.
Proprio per discutere dell’impatto che avrà la nuova linea ferroviaria si è svolta nella sede Coldiretti di Rivoli una riunione con le aziende agricole interessate che hanno individuato le diverse criticità del tracciato.

“I binari del Tav taglieranno in due intere aree agricole, produrranno un enorme consumo di suolo produttivo e una quantità importante di sterro e smarino. Inoltre, l’opera rischia di interrompere opere irrigazione e viabilità rurale oltre che creare una barriera in mezzo alle aree coltivate. C’è il rischio che le aziende danneggiate siano costrette a chiudere”.

L’organizzazione agricola chiede quindi di incontrare l’assessore Bussalino per individuare tutte le interferenze dell’opera verso le attività agricole.

“Speriamo che non si ripetano per la tratta nazionale gli errori commessi sulla tratta internazionale. Errori che hanno innescato un’opposizione senza precedenti per una grande opera. Errori che hanno creato ferite profonde nel tessuto sociale della valle di Susa costringendo lo Stato a dichiarare il Tav opera strategica con presidio militare dei cantieri. Una vicenda lunga 30 anni che dovrebbe avere insegnato alle istituzioni ad ascoltare i territori. Il muro contro muro ha portato solo disastri”.