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Intervento ad altissimo rischio salva mamma e neonato al Sant’Anna

Sotto controllo una rara placenta percreta grazie a un lavoro multidisciplinare tra specialisti e ospedali della Città della Salute

Intervento ad altissimo rischio salva mamma e neonato al Sant’Anna

Una diagnosi complessa, un intervento chirurgico ad altissimo rischio e una straordinaria collaborazione tra competenze diverse. È la storia a lieto fine che arriva dall’Ospedale Sant’Anna di Torino, dove una donna di 38 anni, alla terza gravidanza dopo due precedenti tagli cesarei, è stata seguita e curata con successo in una delle situazioni più difficili dell’ostetricia moderna.

Intervento ad altissimo rischio salva mamma e neonato

La paziente era stata indirizzata al Centro di ecografia del Sant’Anna, diretto dal dottor Andrea Sciarrone, per una placenta previa centrale con sospetto accretismo, una condizione in cui la placenta aderisce in modo anomalo all’utero. A 28 settimane la diagnosi si è definita come placenta percreta, una forma rara e potenzialmente letale in cui la placenta invade in profondità i tessuti circostanti, con rischio di emorragie gravi per la madre e il nascituro.

Da quel momento la donna è stata presa in carico dalla Ostetricia e Ginecologia 3, diretta dal dottor Corrado De Sanctis, che ha attivato immediatamente un percorso altamente specializzato coordinato dalla dottoressa Eleonora Pilloni insieme a tutta l’équipe ostetrica della Divisione.

Fondamentale l’approfondimento diagnostico con risonanza magnetica, eseguita dalle dottoresse Stephanie Gentile e Donatella Tota, che ha confermato l’estensione del percretismo fino alla cupola vescicale e al parametrio sinistro, delineando un quadro clinico che non lasciava spazio all’improvvisazione.

La risposta è stata una pianificazione meticolosa: ricovero preventivo e taglio cesareo programmato alla 35ª settimana con contestuale isterectomia. Il dottor Paolo Cortese, coadiuvato dai dottori De Sanctis e Giuseppe Garbagni, ha eseguito un intervento lungo e delicatissimo, reso ancora più complesso dalle aderenze dovute ai precedenti interventi chirurgici, in particolare a livello vescicale. In sala operatoria erano presenti anche l’équipe anestesiologica specializzata in emergenze ostetriche, coordinata dalla dottoressa Mariella Maio, e quella neonatologica diretta dalla dottoressa Caterina Carbonara, oltre al supporto della caposala Erika Pejrasso e del personale del comparto.

Determinante la sinergia tra ospedali e specialità: decisivo l’intervento del dottor Pierluigi Muratore della Radiologia interventistica dell’Ospedale Molinette di Torino, diretta dal dottor Andrea Doriguzzi Breatta. Prima dell’intervento sono stati posizionati due cateteri a palloncino nelle arterie ipogastriche e, dopo la nascita del bambino — Riccardo, 2760 grammi — il loro gonfiaggio, controllato con amplificatore di brillanza (arco a C) messo a disposizione dall’Ospedale Infantile Regina Margherita, ha ridotto drasticamente l’afflusso di sangue all’utero, permettendo ai chirurghi di operare in maggiore sicurezza.

Il risultato è stato estremamente positivo: perdite ematiche contenute, in gran parte recuperate e reinfuse grazie alla tecnica dell’emorecupero gestita dal personale ostetrico di sala cesarei del Sant’Anna, nessuna trasfusione di sangue e dimissione di mamma e neonato in buone condizioni dopo soli cinque giorni dall’intervento.

Un successo reso possibile da una gestione multidisciplinare impeccabile e dal coordinamento della dottoressa Manuela Ceccarelli della Direzione sanitaria di presidio, diretta dal dottor Umberto Fiandra.

«Ancora una volta un esempio delle eccellenze multidisciplinari della nostra Città della Salute e della Scienza. Ringrazio i nostri professionisti, che hanno reso possibile tutto ciò. Il valore aggiunto espresso dalla Città della Salute e della Scienza di Torino è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico», dichiara Livio Tranchida, direttore generale.