Dopo gli scontri in strada e i danni per migliaia di euro il Comune pensa ad un piano per dare nuova vita all’immobile Askatasuna.
Dopo lo sgombero di Askatasuna, il Comune studia il futuro
Trascorsi diversi giorni dallo sgombero del centro sociale di corso Regina Margherita 47, il Comune di Torino sta valutando come restituire l’immobile al quartiere, mantenendone la proprietà pubblica e la funzione sociale.
L’idea allo studio punta a riaprire gli spazi coinvolgendo associazioni culturali, sportive e giovanili di Vanchiglia, evitando formule che possano snaturarne la vocazione. Subito dopo l’intervento del 18 dicembre scorso, su indicazione della Questura, l’edificio è stato murato e reso inaccessibile, con utenze disattivate e presidio delle forze dell’ordine per prevenire nuove occupazioni.
Solo il cortile è stato riaperto ai bambini dell’asilo vicino, su richiesta del sindaco Stefano Lo Russo al Prefetto. Accantonata l’ipotesi del patto di collaborazione come bene comune, decaduta con lo sgombero, l’amministrazione sta ora esaminando diverse opzioni giuridiche escludendo però un bando totalmente aperto che non garantirebbe l’indirizzo sociale condiviso.
Intanto, gli assessori Michela Favaro e Jacopo Rosatelli stanno proseguendo il confronto con residenti e realtà locali per definire un nuovo percorso. I tempi dipenderanno anche dal quadro dell’ordine pubblico e dagli interventi necessari: una perizia del 2024, infatti, ha dichiarato inagibili i piani superiori.
Limitarsi al piano terra richiederebbe lavori stimati intorno ai 100 mila euro, mentre il recupero completo comporterebbe costi ben più elevati. E in questi giorni Vanchiglia fa i conti con i danni dell’ultimo corteo: le stime hanno superato i 200 mila euro, tra serrande bruciate, ingressi danneggiati e perdite economiche per attività costrette a fermarsi. Cresce così la preoccupazione tra i commercianti, mentre il futuro dell’immobile resta un nodo ancora da sciogliere.