cronaca

Manifestazione per Askatasuna, la denuncia di Fsp Polizia: “E’ stato un attacco allo Stato e all’incolumità pubblica”

"Quelli scesi in strada a devastare tutto non sono manifestanti e non hanno alcun principio o ideale"

Manifestazione per Askatasuna, la denuncia di Fsp Polizia: “E’ stato un attacco allo Stato e all’incolumità pubblica”

Il giorno dopo la manifestazione per Askatasuna a Torino si contano danni e feriti. Per un corteo che ha visto una forte partecipazione da tutto il Paese e che è degenerato presto in guerriglia urbana, il pensiero è unanime: poteva andare peggio.
Un’aria pressoché irrespirabile tra bombe di carta, lacrimogeni e cassonetti dati alle fiamme. Un’escalation iniziata quando dal corteo riunitosi (erano tre spezzoni) in prossimità della sede del centro sociale Askatasuna (corso Regina Margherita) centinaia di manifestanti, travisati, si sono schierati contro le forze dell’ordine, schierate in tenuta antisommossa.
I feriti sono stati un centinaio. Tra questi un poliziotto che è stato picchiato con particolare violenza, anche con un martello.

All’indomani della manifestazione Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dichiara:

 “Un assalto premeditato, organizzato da giorni e strutturato per attaccare lo Stato, per fare più danni possibile mettendo a rischio l’incolumità pubblica, per fare più male possibile agli agenti in servizio di ordine pubblico. Ecco cosa è accaduto a Torino, dove un collega, al quale ci stringiamo esprimendo tutta la nostra solidarietà, stava per essere ammazzato e almeno 50 sono rimasti feriti. Altro che difesa di un centro sociale dove si fa ‘arte e cultura’, solo sciocchezze che offendono l’intelligenza altrui! Quelli scesi in strada a devastare tutto non sono manifestanti e non hanno alcun principio o ideale, sono solo e unicamente dei delinquenti, terroristi che vogliono minare l’ordine democratico imponendosi con la forza e la violenza, e minare la sicurezza pubblica agendo al di fuori di ogni regola civile e calpestando la legge. E mentre i poliziotti continuano a svolgere il loro dovere, mandati a fronteggiare guerriglie annunciate, vogliamo ribadire che siamo stanchi, arrabbiati e stufi di tutta questa delirante violenza, che ancora qualcuno si ostina follemente a giustificare tra le righe, e attendiamo che questi criminali finiscano in carcere, per davvero, a scontare la loro ferocia. Con tutta la determinazione di cui siamo capaci ribadiamo che chiunque oserà manifestare un qualsiasi atteggiamento che ‘comprenda’, giustifichi, spieghi o addirittura legittimi questo scempio confermerà di essere mosso dalla stessa identica insofferenza e odio verso la Polizia, verso lo Stato e verso la democrazia e la libertà che abbiamo visto nelle strade di Torino stasera, soprattutto in quella mano che impugnava un martello con cui veniva colpito il nostro eroico collega”.