L'intervista

Nichelino, proteste in Iran: il racconto di una donna iraniana che vive in Italia da 15 anni

La comunità iraniana chiede di fermare definitivamente il genocidio in corso nel Paese

Nichelino, proteste in Iran: il racconto di una donna iraniana che vive in Italia da 15 anni

DI: Ottavio Currà

Le tensioni e proteste in Iran continuano ad animare il dibattito pubblico in Italia. Come vi avevamo raccontato, venerdì 23 gennaio si è svolta, in piazza Castello a Torino, una protesta della comunità iraniana per ricordare le tante vittime di queste settimane e per dire basta al regime che governa il paese da 47 anni.

L’intervista ad una donna iraniana che vive da 15 anni in Italia

Noi di Prima Torino abbiamo intervistato Helaleh Ghasemi, giovane donna che vive a Nichelino, nel Torinese, ed è residente in Italia da 15 anni.

  1. La situazione in Iran è molto complessa. Che cosa sta succedendo?
    “In questo momento la gente si sta preparando per un movimento ancora più grande. E’ iniziato tutto 27 giorni fa. Gli abitanti del mio paese non ce la facevano più per la situazione economica che va avanti da anni e così sono scesi giù per le strade a mani vuote a protestare, per chiedere al governo di lasciare il potere.Molte persone, nel corso delle settimane, si sono aggiunte a chi ha iniziato a manifestare per dire basta al regime che governa il paese ormai da 47 anni.Queste proteste non sono andate giù al governo e molte persone sono state barbaramente uccise. In due giorni, quando c’è stata la chiamata del nostro leader dell’opposizione, Reza Pahlavi, il regime ha ucciso circa 30 mila persone con armi e armi chimiche. Addirittura hanno decapitato alcune persone per strada. C’è stato un vero e proprio bagno di sangue nelle città e nei paesi dell’Iran”.
  2. Che cosa chiedi agli italiani e ai tuoi conterranei che sono qui?
    “All’Italia chiedo la massima collaborazione. Il Parlamento Europeo ha votato contro il crimine che è stato fatto dal regime islamico. Voglio che l’Italia agisca il prima possibile. Agire tra un mese non servirà a molto perché nel frattempo molte persone continueranno a morire.Vorrei che tutti i diplomatici dell’Iran vengano mandati via dall’Italia e che si stoppino tutte le negoziazioni con il regime. Accetto solo le negoziazioni per la cessazione del fuoco contro i civili.In Iran serve internet libero per sorpassare i limiti imposti dal regime che governa”.
  3. Questa protesta servirà davvero a rovesciare la situazione politica attuale oppure finirà con un nulla di fatto?
    “Stavolta la situazione è molto diversa. Il popolo crede molto nell’opposizione, quindi io sono molto fiduciosa che questa volta il regime possa davvero cadere. Ovviamente loro hanno il potere militare e questo gli permetterà ancora di uccidere. Noi chiediamo fuori dall’Iran di attivare subito RTP (responsabilità di proteggere) contro il genocidio. I paesi del mondo devono dire la loro, non stare zitti. Questo regime deve avere intorno a sé una situazione difficile, altrimenti continuerà a fare ciò che fa da sempre”.
  4. Hai voglia di tornare nel tuo Paese?
    “Si, se si libera io sono pronta a prendere un volo anche ora. Con la mia famiglia siamo venuti qui in Europa anni fa perché non potevamo sopportare a lungo il regime. Io voglio la libertà di parola, uno stato democratico”.