Sono stati arrestati, a Brescia, i componenti della banda di truffatori che vendevano rilevatori di gas ad anziani e fragili, gonfiando il prezzo.
Il modus operandi
Attivi in tutto il Nord Italia e in particolare in sette regioni (Piemonte, Toscana, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Veneto) i truffatori convincevano le vittime che i loro dispositivi fossero obbligatori per legge. Come riportano i colleghi di Prima Brescia la truffa vera e propria avveniva al momento del pagamento: quando anziani e altre persone fragili accettavano di comprarli, il prezzo pattuito veniva alzato modificando la cifra sul Pos del bancomat.
Agiva così la consolidata banda di truffatori senza scrupoli che la Tenenza della Guardia di Finanza di Salò ha sgominato nelle scorse ore a seguito di una indagine partita dalla denuncia di alcune vittime bresciane.
Truffe dei rilevatori di gas
Il gruppo era composto da una cinquantina di persone, e operava su vasta scala: sarebbero stati accertati almeno 208 episodi, corrispondenti alle denunce-querele formalmente raccolte nel corso delle fasi d’indagine. Ma molte altre truffe potrebbero essere state compiute.
La Finanza ha quantificato illeciti per circa 2,8 milioni di euro, tutti sequestrati dai conti delle varie società coinvolte, sarebbero nove le imprese create ad hoc dall’organizzazione aventi come titolati dei prestanome ma di fatto gestite da un unico soggetto: è scattata ed è stata eseguita in queste ore un’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti, considerato il coordinatore del gruppo.