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Monumento a Giulia di Barolo: a Torino la prima statua dedicata a una donna

Il monumento si trova nella corte di Palazzo Falletti di Barolo, all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane

Monumento a Giulia di Barolo: a Torino la prima statua dedicata a una donna

Inaugurata sabato 17 gennaio 2026  la prima statua dedicata a una figura femminile nella città di Torino.

Chi era Giulia di Barolo

Si tratta della marchesa Giulia di Barolo, protagonista dell’Ottocento torinese, filantropa e riformatrice sociale, il cui impegno ha lasciato un segno profondo nella storia civile della città.

Il monumento, realizzato in bronzo dallo scultore Gabriele Garbolino Rù, si trova nella corte di Palazzo Falletti di Barolo, all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane. L’opera ritrae Giulia di Barolo mentre offre sostegno a una donna carcerata, un’immagine fortemente simbolica che richiama il cuore della sua azione sociale e il suo impegno a favore delle detenute.

L’opera della marchesa a favore delle donne detenute iniziò nel 1814 nelle carceri femminili cittadine e si fondò su un approccio allora innovativo, basato sul miglioramento delle condizioni di vita, sull’attenzione all’igiene e sul rispetto della persona, affiancati al recupero morale attraverso l’istruzione religiosa e il lavoro, considerato essenziale per il reinserimento sociale. Nel 1821 le fu affidato il carcere delle Forzate, che trasformò in un istituto di pena modello, coinvolgendo le stesse detenute nella definizione del regolamento interno.

Per accompagnare le donne anche dopo la scarcerazione, Giulia di Barolo istituì il Rifugio per ex carcerate e donne in difficoltà e successivamente il Monastero delle Maddalene, affiancando a queste iniziative anche un’opera educativa rivolta alle bambine più fragili.

L’inaugurazione della statua ha aperto un fine settimana di eventi, visite e iniziative culturali in programma dal 17 al 19 gennaio 2026, all’interno di Palazzo Falletti di Barolo, storica dimora che oggi ospita il MUSLI – Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia.

Palazzo Falletti di Barolo è una delle residenze nobiliari seicentesche più significative e meglio conservate di Torino. Costruito per la famiglia Provana di Druent, passò all’inizio del XVIII secolo ai Falletti di Barolo, che lo abitarono fino alla metà dell’Ottocento. Proprio Carlo Tancredi Falletti di Barolo e Giulia Colbert di Maulévrier trasformarono il palazzo in uno dei salotti più celebri del Risorgimento torinese, ospitando anche Silvio Pellico come segretario e bibliotecario.

Alla morte della marchesa, nel 1864, il palazzo passò all’Opera Barolo, istituzione da lei fondata per testamento. Oggi, grazie al contributo della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, gli appartamenti storici sono aperti al pubblico e completamente accessibili.

Nata Juliette Colbert di Maulévrier, francese naturalizzata italiana, Giulia di Barolo è ricordata come filantropa devota e figura di primo piano del suo tempo. La Chiesa cattolica la venera con il titolo di venerabile. Dal 17 gennaio 2026, il suo impegno e la sua eredità saranno rappresentati anche da un monumento destinato a entrare nella storia della città.

Il video di Alberto Cirio per raccontare l’iniziativa

Il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, presente all’inaugurazione, ha voluto pubblicare un video su Facebook per raccontare la figura di Giulia di Barolo.
Un riconoscimento a una figura straordinaria per carità, visione e lungimiranza: protagonista del riscatto sociale degli ultimi e “madre” del Barolo che ha reso grande il Piemonte nel mondo

 

Le parole del sindaco Lo Russo

Non solo un ricordo per il passato, ma un messaggio per il presente, il sindaco Lo Russo scrive su Facebook:

“Con la scultura dedicata a Giulia di Barolo celebriamo una protagonista della storia della città e ricordiamo le tante donne che ha accolto e a cui ha saputo offrire nuove prospettive.
La statua, inaugurata oggi all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane, ritrae Giulia di Barolo mentre tiene tra le braccia una donna detenuta, simbolo di tutte le persone fragili che seppe riconoscere e sostenere senza voltarsi dall’altra parte.
Il primo monumento dedicato a una donna nella nostra Torino non è solo un ricordo del passato, ma un messaggio per il presente, per tutte e tutti noi. In un tempo in cui la fragilità rischia di essere ignorata o respinta, la città ricorda che giustizia e umanità non possono essere separate.
L’eredità di Giulia di Barolo ci affida una responsabilità semplice e profonda: essere una comunità che non lascia indietro nessuno, ricordando che questo è, da sempre, uno dei tratti più veri della nostra città.”