Protesta dei taxisti contro l'abusivismo nel centro città
I manifestanti: "Chiediamo di essere ascoltati dalle istituzioni"

È un corso in questi minuti (lunedì 31 marzo 2025) la protesta dei taxisti di Torino contro Uber e l'abusivismo.
I manifestanti sono partiti dallo stadio di corso Grosseto e sono giunti nel centro del capoluogo.
I manifestanti: "Chiediamo di essere ascoltati dalle istituzioni"
In una nota fanno sapere:
"Ci troviamo in una situazione di concorrenza sleale da parte di alcuni NCC di altri Comuni i quali vengono a lavorare sul nostro territorio, a volte stazionando su suolo pubblico o nei parcheggi TAXI, a volte prendendo ad alzata di mano, "modalità consentita ai soli taxi" i clienti che si fanno notare all'uscita dallo stadio, dai concerti o dalle discoteche.
In una situazione così irregolare, una sentenza, la 01957/2025 del CONSIGLIO DI STATO sancisce una verità che da anni stiamo sostenendo: le Autorizzazioni sono ancorate sul loro Territorio e non potrebbe essere diversamente, visto che queste Autorizzazioni sono state emesse per servire il proprio Comune.
Chiediamo ai Comuni che hanno rilasciato queste Autorizzazioni, di prendere provvedimenti dato che lavorano in maniera continuativa in un Comune differente lasciando scoperto il proprio territorio e i propri utenti.
Riteniamo molto difficile che tali Autorizzazioni in pochi minuti riescano ad arrivare in Torino.
Per quanto riguarda gli ABUSIVI totali, è un fenomeno che ha sempre maggiore presa, soprattutto tra i giovani, mettendo in pericolo una fascia di utenza che dovrebbe essere tutelata da situazioni illegali che potrebbero rivelarsi pericolose e nella totale mancanza di GARANZIE e LEGALITÀ.
Alla luce di quanto sopra citato, pur riconoscendo da parte del Comune di Torino maggiori sforzi a partire dal 2025, condividiamo la richiesta di quanti sono intervenuti in questa piazza, per chiedere ancora più risorse per contrastare tale situazione al limite dell'ORDINE PUBBLICO, rispettare la LEGALITÀ e più risorse per fronteggiare una situazione di grosso pericolo anche per gli operatori del SERVIZIO PUBBLICO TAXI".











